Panarea sorge sopra una piattaforma subacquea pressochè circolare, in cui lo scandaglio non scende più a fondo di 50 m. Su di essa si innalzano anche l'isoletta di Basiluzzo e i roccioni a scogliera di Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro, Panarelli e Formiche, che, per la loro stessa natura geologica, fanno subito pensare a movimenti endogeni e tellurici di antiche esplosioni che ne Hanno frantumato l'unità originaria.
Infatti il mare che bagna questi isolotti presenta sul fondale resti che ne attestano la continuità da Panarea e la abitabilità in tempi remoti.

Tutto il territorio può essere considerato unico per la varietà della sua configurazione, scoscesa e frastagliata, e per la sequenza di insenature, spiagge incontaminate e scogli che, oltre alla naturale bellezza, sembrano tramutarsi di ora in ora nell'iridescenza di acque variegate da luci, ombre riposanti, sussurri e sospiri di ninfe e di sirene.
Si inerpica fino ai 421 m di Pizzo del Corvo ed offre al turista l'ospitalità dei suoi piccoli centri di Ditella, S. Pietro e Drauto, rinomati per la Villeggiatura estiva. A Sud-Ovest l'incomparabile suggestione di Cala Junco, antico porto naturale di Capo Milazzese: un pianoro sul quale sono stati trovati e portati alla luce i reperti più antichi di tutto l'Arcipelago, costituiti da un villaggio di capanne circolari risalenti al 1500 a.C.
In contrada S. Pietro si apre una piccola baia per navi, aliscafi, pescherecci e barche da diporto, mentre dalla collinetta soprastante si possono ammirare lo scoglio di Basiluzzo e Stromboli. Sopra queste coste, quasi ovunque alte e rocciose, il territorio interno appare molto accidentato, più accessibile sulla costa orientale che si presenta a gradini naturali ampi e adatti alle colture.
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